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Ott 01

SAAB|news

Kampen om Saab

La copertina del libro "Kampen om Saab" di Mr. Fröberg (Photo Credit: Bokia.se)

Il secondo libro sulla vicenda Saab…

Vi abbiamo già segnalato il primo libro pubblicato da Mr. Jöran Hägglund Ministro dell’Industria Svedese sull’affare Saab intitolato “Saab Affären Inifrån”, non è però l’unico e questo che Vi proponiamo oggi “Kampen om Saab” (La lotta per Saab) è stato scritto dal giornalista investigativo svedese Mr. Jonas Fröberg. Anche per questo libro non sono previste inizialmente traduzioni in inglese ed in italiano, ma non demordiamo e speriamo che l’interesse dimostrato dagli appassionati sparsi per il mondo possa far cambiare idea alle case editrici scandinave. Alcune delle notizie riportate sono state già affrontate e ampiamente discusse, ma questo racconto svela moltissime informazioni “dietro le quinte” che non erano state segnalate neanche dai numerosi rumors durante tutta la vicenda. Di seguito Vi proponiamo alcune parti del libro “Kampen om Saab” che abbiamo cercato di tradurre nel migliore dei modi, ma che Vi consigliamo vivamente in quanto i contenuti, più che ottimi, saranno senz’altro un eccellente spunto di riflessione.

Detroit 12 Gennaio 2009 Ore 08:30

…Fa caldo nella piccola sala conferenze del Salone dell’Auto di Detroit. Mr. Bob Lutz, 76 anni, ride della sua battuta “gli americani non conoscono la differenza tra la Svizzera e la Svezia”, certo lui la conosce, il Vice-Presidente e Responsabile dello Sviluppo Globale di General Motors è nato da una famiglia di banchieri svizzeri. Ora parla a scatti come fa di solito con un piccolo gruppo di giornalisti svedesi. Ognuno di essi pone domande su Saab e succede qualcosa di radicalmente diverso dal solito, in precedenza, Mr. Lutz ha sempre difeso pubblicamente Saab, nonostante le perdite, prima ha descritto il suo piano di lavoro ed il suo amore per le automobili, ma nonostante l’atmosfera amichevole, di colpo, non si afferma nulla di positivo. “Saab è stata un disastro finanziario” ha concluso come il referto di un medico che è stato chiamato a curare le ferite su un corpo di vari anni ed ha il compito di decidere se ciò può essere salvato…

…Solo una piccola parte di persone all’interno del management di General Motors conosceva l’intenzione, coperta dalla massima segretezza, di interrompere le operazioni di Saab in Svezia già sei mesi prima che Mr. Lutz ha deciso di avvisare il grande pubblico. Nessuno sapeva che dopo soli sei mesi il colosso General Motors sarebbe crollato e sarebbe stato nazionalizzato dal Presidente Obama riscrivendo la storia industriale americana…

Torniamo indietro per vedere come Saab ha iniziato a “morire” prima dell’annuncio ufficiale

…La profonda crisi che ha colpito Detroit è iniziata gradualmente nel 2007 e General Motors razionalizzando le risorse avrebbe deciso di fare a meno di un Technology Center in Europa. I due Technology Center di General Motors sono a Rüsselsheim in Germania e a Trollhättan in Svezia ed entrambi costano un sacco di soldi per il mantenimento di tutte le apparecchiature informatiche e di test. Il Responsabile dello Sviluppo Mr. Jim Queen attuerà i tagli ed è in viaggio verso Trollhättan. Le due organizzazioni di Rüsselsheim e Trollhättan sono state fuse nel 2004 e cinque Ingegneri Automotive Senior svedesi di Trollhättan (si occupavano del: telaio, esterni, interni e motore) sono stati licenziati e cinque nuovi manager tra cui il Responsabile della Progettazione sia per Rüsselsheim che per Trollhättan sono stati assunti, tutti tedeschi e il loro posto di lavoro era a Rüsselsheim. Il cuore di Saab, il Tecnology Center di Trollhättan, è stato indebolito ed ogni operazione, tutte le attività di ingegneria per General Motors Europe sono state guidate dai Responsabili tedeschi e ogni prodotto doveva servire in Germania (requisito principale)…

…Mr. Mats Fägerhag è stato posto a capo della più grande area di sviluppo tecnologico di General Motors Europe che conta circa 3000 assistenti tecnici, impegnati sopratutto sulle piattaforme Opel. Poco prima di Natale, dopo due soli mesi ha risolto alcuni problemi di gestione del colosso di Detroit: ha formato un piccolo gruppo di manager a Rüsselsheim con il compito di ridurre i costi in Europa. Un gruppo formato da consulenti di talento con a capo Mr.  Fägerhag il cui lavoro doveva rimanere strettamente confidenziale ed essere veloce. Il lavoro è iniziato nel Gennaio 2008 ed il futuro del Tecnology Center di Throllhättan e dei suoi 950 dipendenti sono rimaste solo tre:

  • Chiusura di qualsiasi sviluppo tecnologico – licenziamento di quasi tutti i dipendenti
  • Riduzione di 200/300 dipendenti. Trollhättan può diventare un centro di risorse per Rüsselsheim e non poteva sviluppare auto complete.
  • Mantenere invariata la struttura di Trollhättan

La terza opzione è stata subito cancellata dal centro di Rüsselsheim e le discussioni in merito si sono rivelate difficili già durante il primo incontro in Gennaio…

Trollhättan e Rüsselsheim – Primavera del 2008

…Molti dei contratti che Mr. Mats Fägerhag ha dovuto stendere erano in tedesco e ripensandoci lui stesso conferma “Anche da ciò si era capito che Saab avrebbe cessato di esistere”. Mr. Fägerhag viveva in una villa con la sua famiglia a König Heim, un sobborgo di Francoforte, a 45 minuti di auto dalla sede di Rüsselsheim e tornando a casa dal lavoro ha iniziato a contattare il Ceo Svedese Mr. Jonsson due/tre volte alla settimana er aggiornarlo. I due manager hanno discusso a lungo sulle strategie da adottare per mantenere la sede di Trollhättan e dopo alcune settimane è stata decisa la seconda opzione: ridurre i dipendenti dal Tecnology Center e anche se Mr. Jonsson non conosceva ufficialemente le decisioni dall’alto ha avuto colloqui informali con alcuni manager di Rüsselsheim, che gli hanno confermato le forti pressioni di Detroit per il taglio dei costi. Anche se la decisione era stata presa il gruppo di manager tedesco intenzionato a ridurre i costi voleva mantenere ancora aperta l’ultima possibilità: la chiusura di Trollhättan

…La relazione finale stilata dal gruppo di consulenti doveva essere presentata con una grande conferenza stampa ad Orlando negli Stati Uniti nel mese di Aprile, ma i problemi di General Motors hanno allontanato tale presentazione ed il rapporto non è stato pubblicato. Il Global Technical Director Mr. Jim Regina ha tenuto incontri con tutti i dipendenti dello sviluppo tecnologico a livello mondiale, di cui 950 Ingegneri di Trollhättan e tali incontri sono stati trasmessi in diretta su schermi giganti nella sede General Motors di Detroit e dopo alcune domande di rito a mostrato in videoconferenza la mappa mondiale dei Tecnology Center di General Motors sparsi per il mondo, Trollhättan non era più tra questi. La sede degli Ingegneri di Trollhättan dove erano state studiate numerosi progetti sulle piattaforme, sulla sicurezza attiva e passiva, sulla strazione integrale, sui sistemi di frenata e molto altro (molti progetti elaborati in Svezia hanno avuto un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell’auto elettrica/ibrida Chevrolet Volt) non contava più nulla, “Penso che Mr. Regina aveva già deciso la chiusura di Trollhättan” afferma Mr. Mats Fägerhag…

La figura di Mr. Jonsson

…Mr. Jonsson è stato molto professionale e attaccato al marchio svedese, ma il duro lavoro svolto nel silenzio è stato la premessa di una lotta per la futura produzione di Saab a Trollhättan. Quando Mr. Jonsson è stato nominato Direttore Generale di Saab, nella primavera del 2005, alcuni dirigenti di General Motors hanno visto nello sguardo timido e svedese del Ceo una scelta sicura e tranquilla, dopo l’esperienza colorita di Mr. Peter Augustsson. Si sbagliavano…

…Ad una prima impressione Mr. Jan Åke Jonsson sembra calmo e freddo, ma in realtà ha iniziato nel 2005 una battaglia destinata alla vittoria per riportare la produzione di Saab in Svezia. In passato prima di ricoprire tale ruolo era già al lavoro per General Motors come Responsabile dei mezzi da trasporto leggeri in Europa e grazie alla sua nazionalità è stato considerato adatto a ricoprire tale ruolo per Saab in Svezia come manager di General Motors…

…Nella primavera del 2005, le vendite Saab sono crollate, in particolare in Svezia, ma anche nel resto dell’Europa. Mr. Jonsson dopo un’attenta analisi ha riscontrato che l’immagine costruita del marchio non ne ha risentito minimamente, “Personalmente, ho condotto una guerra di propaganda” afferma il Ceo ripensando ad allora. Ha compreso già da allora che se la nuova 9-3 non sarebbe stata prodotta a Trollhättan le vendite sarebbero scese ancora di più, ma non era della stessa idea il Presidente di General Motors Europe Mr. Carl-Peter Forster. La pressione era enorme da tutti i lati e sfociava spesso in discussioni vivaci con Mr. Jonsson fino al 2007…

…L’intenzione del gruppo di Detroit nei primi mesi del 2007 è quella di permettere all’impianto di Trollhättan di sopravvivere e assemblare Opel Astra e forse un altro modello di General Motors, ma non la 9-3. “Ho pensato che se non avessimo costruito quì una Saab, o almeno quì vicino, sarebbe stato un disastro” afferma Mr. Jonsson. Nella primavera del 2008 le intenzioni di General Motors cambiarono di nuovo, la 9-3 poteva essere prodotta in Svezia, insieme ad un altra vettura di piccole dimensioni del gruppo americano. Mr. Jonsson sentendosi sollevato ha potuto dichiarare al Göteborgs-Posten il 19 Giugno 2008: “Ora, posso contare sulla stabilità dei posti di lavoro per gli anni a venire”. Ora il Ceo poteva concedesi una breve vacanza e la meta per tale relax è stato il suo cottage estivo vicino a Nyköping…

La contromossa di General Motors

…Le vacanze di Mr. Jan Åke Jonsson non furono però come lui si era immaginato, nel Luglio 2008, il suo cellulare squillò e dall’altra parte della linea c’era il Consiglio della Strategia Aziendale del gruppo americano, o semplicemente la Bsa…

…La notizia ricevuta ha lasciato basito Mr. Jonsson la riunione dei manager di General Motors ha deciso di eliminare la prossima generazione della media 9-3 dal proprio portafoglio di prodotti. Dopo tre anni di dura lotta per mantenere la produzione Saab presso l’impianto di Trollhättan, un pezzo della storia Saab, viene tutto cancellato dopo poche settimane dalla precedente intenzione che vedeva Trollhättan ancora protagonista per il brand. Il Ceo svedese ha immediatamente chiamato Mr. Carl-Peter Forster che presente alla riunione non aveva informato Mr. Jonsson. Dopo la conferma di Mr. Forster Mr. Jan Åke Jonsson ha ammesso “E’ stata una situazione molto difficile, ma ho deciso di mantenere riservata tale notizia”…

…Solo pochi mesi dopo, il 15 Agosto 2008, Mr. Mats Fägerhag cominciò a visionare il piano delineato. Tutte le attività di sviluppo di Trollhättan ed il reparto di produzione sarebbero stati progressivamente chiusi. La chiusura definitiva di Trollhättan era prevista per il 2011/2012. Saab Automobile Sweden non sarebbe più esistita, ma General Motors voleva mantenere il brand e svilupparla e produrla altrove. L’unico “baluardo” in Svezia sarebbe rimasto in Centro di Göteborg, dove una ventina di persone sarebbero rimaste le responsabili della linea e degli elementi “swedishness” di Saab. Saab Automobile Ab nella migliore delle ipotesi sarebbe stata composta da 20 persone. Saab doveva essere salvata e la principale lotta non era l’impianto di produzione, ma il Tecnology Center dove si sviluppano le future vetture Saab…

L’azione

…Al grande pubblico ed ai media si continuava ad affermare l’assoluta normalità dei processi aziendali, ma internamente è tutta un altra storia. Il primo passo è stata la produzione di una presentazione in PowerPoint con un unico obiettivo: presentare ciò che c’è dietro al Tecnology Center e la valutazione dei rischi. Mr. Jonsson ed il management svedese hanno sottolineato il rischio di ritardi nel lancio della nuova Opel Insignia e persino il pericolo di perdere l’intero progetto della nuova piattaforma globale. Oltre a questi dati sono stati poi presentati al management di Detroit le stime dei costi di alcune operazioni e si è giunti ad un accordo. Nel Settembre 2008, Mr. Jonsson e Mr. Mats Fägerhag hanno presentato a Francoforte un piano di salvataggio per il piccolo brand…

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