Un esperienza indimenticabile…
Saab Netherlands ha invitato alcuni giornalisti nella terra natale del brand scandinavo proponendogli il Saab Arctic Adventure. Un esperienza assolutamente indimenticabile che ha potuto far conoscere le meraviglie svedesi ai pochi fortunati invitati e a provare su strada, o meglio su neve, le nuove Saab dotate di sistema a trazione integrale Xwd. Ecco di seguito lo stupendo articolo steso da Mr. Sven Geiregat giornalista della testata belga Autofans.be protagonista al Saab Arctic Adventure.
Tre folli giorni a -30° Celsius, devi essere un pazzo per lasciare l’aereo (anche questo con logo Saab). Aggiungete anche l’Ice Hotel e il freddo entra già nelle ossa. Prevenuti? No, ma infreddoliti di sicuro ecco quale è stata la nostra reazione all’invito all’Arctic Adventure di Saab, ben 200 km al di sopra del Circolo Polare Artico. Dichiarando il nostro amore per l’automobilismo siamo partiti anche se spaventati dal freddo le tre giornate sono state davvero belle. Martedì siamo partiti in due dalla Redazione di Autofans.be e lasciando il sole primaverile dietro di noi siamo arrivati a Stoccolma, dove ci attendeva una notte in un albergo. I partecipanti del particolare tour provenivano per la maggior parte al di fuori dal settore automobilistico e per la prima volta ci siamo sentiti davvero fuori dal mondo. Al di fuori della capitale svedese abbiamo toccato i -2°C alle 21:00 e la città ricoperta da un fitto strato di neve sembrava quasi incatata.
Mercoledì mattina abbiamo acquistato per la prima volta la biancheria intima termica ed abbiamo preso l’aereo per Kiruna. La biancheria intima termica non è stata affatto una cattiva scelta, le temperature nel nord del paese scendono anche a -6°C. Siamo accolti da un caloroso lappone Mr. Hutt, che dopo un pranzo rinfrescante e una piccola attesa ci guida con le slitte trainate dai cani Husky verso l’Ice Hotel. L’organizzazione appare perfetta e noi non risultiamo impreparati grazie al paio di pesanti scarponi ai piedi. A causa dello spessore dei cappotti sembriamo dei giovani e goffi rapper. Per un’ora la nostra guida ci conduce attraverso un paesaggio bianco immobile, raggiungiamo un bosco e ci concediamo una breve pausa a fianco di uno dei tanti laghi congelati per una bevanda calda.
La guida si rivela un vero esploratore ed afferma di aver vissuto per più di dieci anni in questa zona inospitale. Durante l’inverno ci rivela che gran parte delle ore si passano creando canoe e zattere con le quali attraversare i laghi nella bella stagione ed i rifornimenti si riescono a fare solo con slitte trainate dai cani o con le motoslitte.
Un’ora di slitta trainata dai cani è più che sufficiente per fare la conoscenza con il vero freddo. In parte dovuto al tramonto del sole e della distesa pianura che ci circonda la temperatura tocca i -20°C. Arriviamo all’Ice Hotel ed il tempo passa in modo molto rilassante grazie alla sauna dell’hotel. La seconda notte del nostro viaggio attraverso la Svezia sarà molto fredda, ma cercheremo di farla passare con una bevanda calda ed un po’ di coraggio. La cena è preceduta da un piccolo tour sulla pista di pattinaggio, un anteprima del giorno successivo. Non ci dilunghiamo troppo sulla cena, anche se l’antipasto ed il dessert sono stati davvero spettacolari serviti su un pezzo intero di ghiaccio. La cena si conclude oltre mezzanotte ed è a quell’ora che entriamo nelle nostre stanze di ghiaccio dell’Ice Hotel.

Armati di sacchi a pelo di doppio spessore e biancheria intima termica (è la prima volta che dormiamo con un cappello) andiamo a letto. La temperatura nella Suite Arte è di -5°C costanti. Una volta che viene spenta la luce un silenzio impercettibile cade su di noi, la neve assorbe tutti i suoni, non si sentono le parole di una persona che ci segue a meno di cinque metri è incredibile.
La seconda mattina siamo svegliati da un membro dello staff svedese che canta una canzone locale e ci offre una bevanda calda. Il saluto personale è in realtà un controllo impreziosito sull’ipotermia, un problema a queste temperature non è così raro. Dopo un respiro profondo facciamo una corsa verso la nuovo ala calda dell’Ice Hotel. Siamo sopravvissuti alla nostra prima notte al freddo! Oltre ad un naso freddo e le guance rosee, tutto sommato siamo stati molto al caldo.
Il secondo giorno si apre davanti a noi e vediamo fuori dall’hotel un’orda di Saab su una pista ricoperta dalla neve. Inizia una breve presentazione del sistema a trazione integrale Xwd presso il circuito. Questo circuito ricavato su una spessa coltre di neve depositata su un lago ghiacciato. Il primo esercizio della giornata è la prova dell’alce. Prima di tutti parte l’istruttore seguite dal nostro gruppo con due persone per vettura chiamati a dimostrare quanto valgono.
L’alce utilizzato per l’occasione è un dipendente Saab che ci indica la direzione da seguire con la nuova Saab 9-5 Sedan My2010. Nel corso di questo esercizio si ha il tempo di esplorare il pieno potenziale della vettura e di conoscere alcune sue doti. Sia la strumentazione interna che il propulsore 2.0 Turbo da 220cv sembra convincerci. La prova dell’alce è seguita da uno slalom “Prova ad evitare i coni ad una velocità di 70 kmh” ci avvisano prima di partire. Sembra un esercizio facile, ma è diventato molto più difficile quando il terzo giro ci è stato chiesto di spegnere il sistema Esp.
Abbiamo ben due volte toccato la nostra 9-5 sulla neve laterale durante la prova. Dopo lo slalom una una rotonda ci ha permesso quasi di fare un drifting, una cosa che non avevamo mai immaginato all’inizio di questo viaggio. L’aria condizionata è sempre stata attivata, la temperatura della pista era -30°Celsius ed era davvero difficile mantenere le mani calde. A mezzogiorno, siamo sorpresi quando i nostri accompagnatori ci consigliano di riattivare le aree motorie durante il pranzo per poter ripartire senza essere in balia delle condizioni ambientali.
Dopo un pranzo in una tenda sul ghiaccio lasciamo le 9-5 Sedan per prendere possesso delle crossover 9-3X. Il nostro gruppo viene diviso in due, uno ancora a bordo delle 9-5 e l’altra metà alla guida dell’off-road 9-3X (2.0 Turbo automatica da 210cv). Quest’ultima se all’inizio appare più piccola, ci rendiamo conto che non bisogna preoccuparsi per la neve ed i dislivelli che il sistema Xwd supera brillantemente.
Alla fine del pomeriggio ci siamo dati da fare per la sfida artica, dove ci siamo “affrontati” su un percorso più veloce sulla neve. Dopo i test ritorniamo nell’ala calda dell’Ice Hotel un ottimo luogo dove ritemprarsi prima di una nuova notte nelle camere di ghiaccio.

Abbiamo poi potuto ammirare la scultura di ghiaccio all’interno dell’hotel che ogni anno viene rifatta, proprio perché l’intero hotel la prossima primavera si scioglierà e dovrà essere ricostruito. Ogni anno circa 50000 visitatori soggiornano in questo hotel ed è un ottima attrazione per questa regione. Questa sera ci viene offerta una bella cena preceduta da un giro in compagnia delle renne.
In una fattoria di renne ci viene mostrato come vive la popolazione locale i Saami che dal 1950 vagano in modo nomade per la scandinavia. Dopo una corsa sfrenata su una slitta trainata dalle renne (il mezzo preferito da Babbo Natale si è rivelato veloce, ma non comodo per i lunghi viaggi) conosciamo la storia del popolo Saami e ci viene donato un pezzo di carne di renna essiccata, una salsiccia di renna ed un Glogg, uno speciale vin brulè con chiodi di garofano.
Il viaggio si spinge oltre la più antica chiesa di legno dell’emisfero settentrionale e arriviamo ad una vecchia scuola convertita in un accogliente ristorante. Dopo cena ecco la cerimonia di premiazione del Challenge Artico. Oltre ai primi sette premiati sono state applaudite le prime due donne coinvolte nel test. Durante la cena, ci ha accompagnato con un mini-concerto la cantante Sami Mr.s Yana Mangi Sundgren, i cui suoni si sono rivelati molto simili a quelli delle tribù degli indiani d’America. Entrambe le nazioni condividono la vita dedita alla caccia, ma anche le separazioni dolorose e la dipendenza dall’alcool portati dai conquistatori, duri elementi comuni ad entrambe le popolazioni.
Durante la cena ammiriamo quello che avevamo sperato e non era stato previsto: l’aurora boreale uno spettacolo naturale senza pari. Partendo da un piccolo velo verde sopra le cime degli alberi, le luci si sono estese per tutto l’orizzonte. Anche se non è molto luminosa, rimane un esperienza molto speciale che dimentica il freddo nel quale ci si trova. Dopo cena abbiamo un aggiornamento sulla temperatura, ora ha raggiunto i -30° ed il chilometro che ci separa dall’hotel attenta alla nostra sopravvivenza. Il freddo entra nelle nostre guance, sul naso e sulle dita appena giunti in hotel ci immergiamo nell’ala calda, che sembra essere diventata un’abitudine.
Ecco il nostro ultimo giorno, questa volta il clima appare meno pesante e la temperatura è di solo -6°C, davvero pochi se confrontati con i giorni precedenti, il vento freddo non rende divertente la giornata che solleva grandi nubi di neve. Dopo colazione ci aspetta un giro con le motoslitte attraverso i boschi di Jukkasjärvi. Non procediamo ad alta velocità per il grosso numero di partecipanti e dobbiamo mantenere una velocità costante di 30kmh una velocità perfetta a 40kmh si inizia infatti a sentire il vento gelido.
Il viaggio in motoslitta è seguito da un viaggio in autobus per Kiruna. Una città interamente costruita intorno ad una montagna da dove viene estratto il minerale di ferro. La città nata nel 1899 è già stata oggetto di pesanti modifiche perché gli scavi effettuati sulla montagna hanno più volte portato a frane verso la città ed alcuni edifici dovevano essere ricostruiti. Una tempesta di neve a Stoccolma a lasciato il nostro aereo a terra e il nostro ritorno sarà tardato di un ora. Alla fine lasciamo la capitale svedese verso Bruxelles, ma i tre giorni in Svezia già ci mancano.
La Saab Arctic Adventure è stata un esperienza stupenda che non andrebbe persa. Sia in termini di organizzazione che in termini di location ed atmosfera. Dopo tre giorni abbiamo salutato “i nostri amici” che speriamo di rivedere in futuro. Eravamo così impegnati in svariate prove ed esperienze che non avevamo il tempo di soffrirre per il freddo speriamo di aver lasciato ai nostri compagni di viaggio un bel ricordo fatto di piccole battute durante le pause al caldo. Il futuro di Saab l’abbiamo visto l’atmosfera svedese rende unico il brand di Trollhättan, ma il motore diesel nel nostro test con la 9-5 non ci ha completamente convinto, mentre le vetture a benzina con Xwd hanno superato le nostre aspettative. Un grazie mille allo staff Saab che è riuscito a farci sentire rilassati ed a casa in un luogo estremo.

















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