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Lug 27

SAAB|news

La parola agli impiegati Saab

Mr. Joacim Nyberg uno dei "colletti bianchi" di Saab a cui non è stato pagato ancora lo stipendio (Photo Credit: Ttela)

Incertezza…

La testata svedese Ttela ha intervistato alcuni dipendenti del brand scandinavo Saab e se fino a pochissimi giorni fa i lavoratori di Trollhättan non si sbilanciavano sull’azienda, le impressioni raccolte svelano le sensazioni provate in questi giorni. Mr. Joacim Nyberg è uno dei 1600 “colletti bianchi” che non hanno ancora ricevuto lo stipendio e incalzato dai giornalisti di Ttela dichiara “L’incertezza è la cosa peggiore che proviamo. L’atmosfera è davvero pesante ed ogni volta che una promessa non viene mantenuta la fiducia scende di una tacca” che con le sue parole si conferma deluso dalla vicenda Saab “Il precedente ritardo era comprensibile, ma questo nuovo è davvero pesante”. Sembra che la frustrazione abbia contagiato gran parte degli impiegati di Trollhättan secondo Mr. Nyberg e questa sensazione è “condita” anche dalla delusione verso l’azienda svedese colpevole secondo Mr. Joacim Nyberg di una mancata informazione verso i propri dipendenti “La delusione è dovuta in gran parte alla mancanza di informazione della leadership che non informa i propri dipendenti in modo corretto, mentre al contrario espone promesse e relazioni ai media. Come dipendente di una società che si trova in una situazione così difficile vorrei che le informazioni siano descritte prima a noi ed all’interno e poi alla stampa” afferma senza dubbi Mr. Nyberg.

Rileggendo l’avviso del ritardo nel rilascio degli stipendi l’impiegato conferma nuovamente la sua frustazione “Stiamo passando un periodo incredibilmente brutto, molti miei colleghi saranno arrabbiati di questo ritardo e io stesso non nascondo che sto passando molte notti insonne pensando al futuro della mia famiglia” ansia che si può comprendere benissimo dovuta all’incertezza secondo Mr. Joacim Nyberg “E’ estremamente difficile vivere nell’incertezza, è la cosa peggiore. Abbiamo bisogno di liberarci da quest’ultima!”. Ttela chiedendo al dipendente se è speranzoso verso il futuro raccoglie solo una frase “Non c’entra la speranza, ma la fiducia, ogni promessa non mantenuta cala l’ottimismo ed il ritardo negli stipendi deve essere l’ultima promessa non mantenuta”. I sindacati dei lavoratori di Trollhättan non si espongono chiaramente e rimangono in attesa di nuove news ufficiali, anche se la rappresentante sindacale e Presidentessa Mr.s Anette Hellgren afferma “Siamo costantemente informati sulla situazione. Finora, l’azienda ha confermato che non è possibile pagare gli stipendi, ma sta lavorando sodo per risolvered la questione, ma è troppo presto per intraprendere un azione sindacale verso l’azienda”.

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