Ago 18

Situazione tesa per Saab

Una foto scattata durante il Salone di Ginevra 2010 allo stand Saab (Photo Credit: SAAB|news)

Una crisi mai vista…

Abbiamo già segnalato ieri la pesante situazione affrontata dal brand scandinavo Saab in questo periodo e le richieste rivolte all’Agenzia delle Entrate Svedese avanzate da diversi fornitori per questo oggi non vogliamo fare altrettanto, troppi media stanno “cavalcando l’onda” della crisi ed esordiscono con titoli d’effetto. Questo tipo di giornalismo non ci interessa, dare enfasi alle rumors ed alle ipotesi non ci appartiene, ma è pur vero, sarebbe assurdo dichiarare il contrario, che Saab sta attraversando un periodo davvero pesante, che in tutta la storia dell’azienda di Trollhättan non era mai stato affrontato. Come Vi abbiamo descritto ieri diversi fornitori hanno richiesto l’intervento dello stato per chiudere i debiti contratti dalla casa automobilistica scandinava ed alcuni di questi (ribadiamo “alcuni” e non tutti come diversi media hanno erroneamente riportato) hanno richiesto un operazione di recupero dei crediti per sopperire ai debiti creati. Un operazione finanziaria/legale che non durerà poche settimane, ma come già preventivato dallo staff dell’Agenzia delle Entrate varia mediamente da uno a tre mesi, un periodo più che utile al brand per ritrovare i fondi necessari a chiudere definitivamente la questione. Perché affermiamo questo? Perché al contrario di quanto già ipotizzato da diversi media l’affare Saab Non è ancora Chiuso! In questo periodo per legge l’azienda sottoposta a tali accertamenti può saldare i propri debiti e chiudere in anticipo il processo di recupero crediti un ipotesi da non scartare a priori nemmeno oggi. Più volte in questi ultimi mesi Saab sembrava sull’orlo del baratro, ma con finanziamenti e joint venture inaspettate si è ritrovata nuovamente sul mercato, non è ancora detta l’ultima parola.

Dalla sede centrale di Trollhättan non sono stati rilasciati comunicati stampa e lo staff continua a trincerarsi dietro un “no comment”, ma non vogliate vedere dietro questa reticenza solo un volto negativo, l’operazione in corso è per legge sottoposta allo stretto riserbo ed ogni dettaglio è al vaglio dell’Agenzia delle Entrate, ma come ha confermato il management di Saab la collaborazione con gli enti preposti non mancherà mai e l’obiettivo principale è di stringere un nuovo accordo per avere nuove liquidità necessarie a far ripartire lo stabilimento. Noi ci crediamo! Nessuno potrebbe guadagnare da un fallimento dell’azienda di Trollhättan, migliaia di posti di lavoro sarebbero fermi per non parlare dell’indotto creatosi in tutto il mondo, più volte è stato chiarito che tale ipotesi potrebbe rivelarsi un vero problema per la comunità del distretto di Västra Götaland, non parliamo poi dei fornitori, dei sindacati, dei finanziatori, degli importatori, intorno al marchio gravita un vero “mondo” che non ci guadagnerebbe nulla da una conclusione catastrofica. Certo siamo anche noi dei fedeli appassionati ed è normale vedere la vicenda sotto altri occhi, ma anche in questo momento rimaniamo convinti che la conclusione della “vicenda Saab” sarà positiva, non cambieremo idea neanche ora, perché non è ancora detta l’ultima parola.