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Nov 29

SAAB|news

Oggi un incontro a Washington

Mr. Guy Lofalk Amministratore della Riorganizzazione Aziendale Volontaria di Saab (Photo Credit: Ttela)

Riunione a porte chiuse…

Come richiesto alcuni giorni fa dalle due aziende cinesi ecco un nuovo incontro con General Motors per delineare al meglio il futuro dell’azienda di Trollhättan. Diverse testate svedesi come Ttela e Dagens Industri, oggi l’Amministratore del processo di Riorganizzazione Mr. Guy Lofalk è a Washington negli Stati Uniti ad un colloquio privato con l’Ambasciatore Svedese ed i rappresentanti di General Motors. Mr. Lofalk cercherà oggi di convincere i manager americani della bontà delle operazioni in corso e dell’acquisizione asiatica necessaria per fornire alla casa di Trollhättan un futuro certo e meno traballante. Sulla vicenda regna ancora l’incertezza e secondo alcune rumors le due aziende cinesi come avanzato già nella giornata di ieri stanno pensando ad un riassetto societario per convincere il colosso di Detroit e soddisfare contemporaneamente anche gli interessi cinesi rappresentati dall’Ndrc che ha paralizzato l’affare proprio ieri. Attendiamo ulteriori sviluppi e speriamo che questa nuova riunione possa regalare una nuova pagina nella storia di Saab.

In Svezia i Sindacati dei dipendenti Saab sono al lavoro per garantire i diritti dei propri soci e dopo la prima posizione di If Metall il secondo sindacato di Trollhättan: Unionen ha iniziato a raccogliere le deleghe da parte dei propri iscritti per richiedere il pagamento ddegli stipendi “Abbiamo avviato un processo per tutelare i nostri iscritti che non hanno ricevuto lo stipendio, per prima cosa cercheremo di fermare la Riorganizzazione e dichiarare il fallimento della società” ha dichiarato Mr. Wästfelt Martin Consigliere Generale dell’Unionen che ha poi spiegato che in caso di chiusura della Riorganizzazione per legge gli stipendi dovranno essere versati. Mr. Wästfelt si aspetta di poter avanzare tali richieste all’azienda già la prossima settimana e da allora Saab avrà solo sette giorni per rispondere prima che la vicenda sbarchi in Tribunale.

1 comment

  1. nazario

    Ma sono cose da pazzi! I sindacati che vogliono fermare il processo di riorganizzazione, a costo di fare fallire la SAAB, pur di raggranellare presto a casa l’ultimo stipendio! E poi, se la ditta va a carte e quarantotto, i prossimi stipendi chi glieli dà? Mentre dovrebbero essere disposti ad aspettare e sperare, pur accettando sul momento qualche sacrificio, che la SAAB si riprenda. Ma che sindacati sono?
    Non mi sarei mai aspettato che in Svezia le cose andassero così! Mah!
     

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