Nov 14

Saab: Il parere di Top Gear

Un immagine ufficiale della dissacrante testata inglese Top Gear (Photo Credit: TopGear.co.uk)

Un particolarissimo commento…

La vicenda Saab si sta evolvendo da mesi e la continua “altalena” vissuta dal brand scandinavo non aumenta certamente la fiducia nella casa di Trollhättan che raccoglie consensi davvero bassi. L’attenzione dei media sul futuro di Saab non è calata ed anzi “fiumi di parole” vengono stese sull’iconico brand scandinavo, ma l’attenzione tra i diversi articoli pubblicati è diversa ed il nome della testata a volte può contare di più della veridicità della news riportata, altre testate invece raccolgono certamente un sicuro interesse per il loro modo a volte dissacrante di commentare certe notizie. Il linguaggio fuori dagli schemi premia ed un esempio concreto di questo tipo di giornalismo è quello della conosciuta testata inglese Top Gear che ha pubblicato in questi giorni un nuovo articolo dedicato proprio al futuro travagliato di Saab. Non vogliamo esprire commenti in tal senso, questi li lasciamo ai nostri fedeli lettori, ma vogliamo proporVi di seguito quanto pubblicato da Top Gear.

Saab mancano pochi giorni alla scomparsa?

Ancora un’altra catastrofica situazione per Saab che si trova nuovamente sul filo del rasoio. Dopo l’accordo di vendita siglato con due aziende cinesi, General Motors ha messo un bastone tra le ruote ai progetti della casa di Trollhättan e credo che ciò sia un incredibile cattivo comportamento da parte di General Motors. Il fatto più importante è questo: tutti i modelli Saab utilizzano o sono stati progettati su piattaforme di General Motors. Il Gruppo Americano possiede le licenze per costruire i prodotti Saab e sembra che revocherà le licenze concesse se la cessione ai cinesi del marchio svedese andrà in porto. Questo come conseguenza farà fallire Saab e General Motors lo sa bene. Se la vendita non si conferma entrò questo Martedì (15 Novembre) gli attuali propietari di Saab hanno dichiarato che “non potranno essere in grado di salvaguardare la continuità dell’azienda” che potrebbe significarne il fallimento. Questo nel sobrio linguaggio finanziario, che tradotto nella realtà quotidiana significa essere sul bordo di una ripida scogliera.

General Motors a quanto pare, è spaventato dall’idea che Saab potrebbe avere successo in Cina, e conseguentemente minare le vendite del proprio marchio Buick, che possiede un enorme potenziale in Asia. La Saab 9-5 utilizza una nuova piattaforma di General Motors ed è uno dei telai per vetture a trazione anteriore tra i migliori sul mercato e giustamente General Motors non vuole uscire dalla sua posizione privilegiata in questo momento. Ecco perchè General Motors sta agendo in mala fede. Il colosso di Detroit ha sicuramente saputo qualcosa di quello che potrebbe accadere. Quando Saab è stata venduta stava già facendo alcuni passi verso la Cina e quando General Motors ha venduto tali licenze alla nuova indipendente casa svedese doveva immaginare che non poteva rimanere così “pura” per lungo tempo. Doveva capire che avrebbe avuto bisogno di ulteriori fondi e probabilmente sarebbe “sbarcata” in Cina. Se a General Motors non piaceva tale idea doveva avere il coraggio di “ucciderla” subito, piuttosto di lasciare il sangue sulle mani di qualcun altro.

Ora si stanno svolgendo negoziati frenetici prima della scadenza fissata per domani ed il management coinvolto sta studiando una nuova soluzione che potrebbe rendere felice General Motors, ma nessuno è senza colpa: agli acquirenti di Saab mancava la lungimiranza di prevedere un obiezione da parte di General Motors forse acceccati solo dalla fretta di fare un affare. Nel frattempo un altro attore ha intensificato il dramma: il Governo Svedese rappresentato dal Ministro dell’Impresa che ha siglato l’annuncio di General Motors come “deplorevole”, ma si limita a fare solo da portiere tra le parti in causa. Il Governo Svedese è stato fantasticamente inutile per Saab sin dall’inizio della sua crisi quasi un anno fa. Ha rifiutato vari investitori stranieri e rallentato l’affare con diverse richieste burocratiche e ciò non appare come un comportamento “simpatico”.