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Dic 01

SAAB|news

Diverse posizioni tra i Subappaltatori di Saab

Una foto della sede principale di Lear Corporation in Svezia uno dei fornitori svedesi più grandi di Saab (Photo Credit: Ttela)

In attesa anche i fornitori…

Come tutti gli appassionati anche i fornitori ed i subappaltatori rimangono in attesa di nuove news sulla vicenda Saab. Le difficoltà per l’indotto della casa di Trollhättan sono molte ed i più piccoli fornitori che vedevano Saab come il loro principale cliente sono piombati nella crisi più nera, ma la fiducia nei confronti del brand scandinavo non cala e la speranza per il futuro rimane sempre salda. Il quotidiano svedese Ttela ha intervistato in questi giorni alcuni dei più grandi fornitori di Saab come Lear Corporation e la conosciuta azienda logistica Dhl Exel Supply Chain che hanno le loro sedi proprio a Trollhättan, ma le impressioni raccolte non sono state delle migliori. Lear Corporation dipende al 90% da Saab e già a partire da questo Maggio ha iniziato a diramare un preavviso di licenziamento a tutti i suoi 163 dipendenti, ma il lavoro, anche se è calato dastricamente, continua. Dopo lo stop della produzione Saab ha incrementato la sua linea di prodotti necessari a Volvo Cars ed a Pininfarina, ma le previsioni per il futuro non sono le migliori, dopo che Volvo ha segnalato la prossima fine della sua C70.

“La situazione non è molto allegra ora, dopo che Volvo ha scelto di sospendere la produzione del prodotto nato ad Uddevalla” ha affermato Mr. Ulf Holmeby Rappresentate del sindacato Unionen presso Lear Corporation che ha poi concluso “Penso che l’ultimo giorno di produzione sarà a Febbraio, ed ora siamo in attesa di conoscere news su Saab”, ma già alcuni dipendenti (35 per la precisione) sono già stati licenziati come confermato dal Direttore di Lear Corporation Mr. Anders Forsberg.

Dhl Exel Supply Chain che da anni si occupa della logistica di Saab Automobile Ab ha avvisato i propri dipendenti che 22 di loro saranno licenziati a causa dell’attuale crisi lavorativa che ha visto coinvolta la sede di Trollhättan, nata proprio per supportare il brand scandinavo. Dieci di loro hanno già lasciato il polo logistico, ma il Ceo della società Dhl Mr. Peter Nilsson si è confermato fiducioso di poter riassumere tutti i dipendenti allontanati una volta che la vicenda Saab sarà conclusa.

La crisi Saab ha coinvolto decine di società dei settori più disparati dalla produzione plastica, alla telefonia, all’informatica, ma si è fatta sentire pesantemente nelle aziende più piccole che si stanno preparando alla chiusura, mentre alcune si ritrovano ora in Amministrazione Controllata, ma coloro che si ritrovano sull’orlo del fallimento sono le società che hanno focalizzato la loro produzione ed i loro servizi univocamente verso un solo cliente: Saab. Attendiamo maggiori dettagli per segnalarVeli quanto prima, ma la situazione a Trollhättan è davvero dura come ha indicato Ttela.

5 comments

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  1. Vector
    Vector

    si ma ke sfi** mollano saab e s beccano l’unico modello ke volvo smette di fare bah

  2. luca

    La cosa che mi fa inca***re e’ che sono da piu’ di sei mesi in questa situazione,ed e’ una situazione che non e’ capitata per caso,adesso sperano di vendere ai cinesi per 100 milioni di euro piu’ i debiti che si vociferano intorno ai 150 milioni,mi domando e dico e’ possibile che uno stato come la Svezia non abbia la possibilita’ di prendere la gestione della fabbrica e gestirla come fanno i paesi sviluppati( vedi Chapter 11) e continuare a produrre tutto quello che e’ stato proposto dal piano di ricostruzzione?
    Se la fanno FALLIRE cosa pensano di aver capito??
    Dove mandano tutta quella gente,a fare windmills??
    Finita la SAAB e’ finita anche la misera figura di incompetenti dei loro governanti,che si sono sempre preoccupati a parole di SAAB ma alla fine dei conti sono arrivati al tubo del gas…..
    E non parliamo del danno di immagine e credibilita’ IMMENSO.
    E intanto siamo a dicembre ad aspettare il piano B…..
    Che vergogna, e parlano male dell’Italia…..
    Che Dio ci aiuti.
    Saluti Luca.

  3. sandro48

    concordo con luca al 100%: ma dico, il governo svedese, famoso per il welfare state tra i più progrediti del mondo, lascia andare SAAB al suo destino in questa maniera? oppure sta agendo alla zitta nell’ombra? certo se è così si sa mimetizzare molto bene … che Dio li aiuti (i dipendenti SAAB).

  4. luca

    Guarda,sono in SAAB da 24 anni,e di situazioni antipatiche ne ho viste molte,ma quest’ultima  a mio parere sembra piu’ una ripicca e un odio innato per un figlio non voluto da parte dello stato Svedese.
    Se avesse avuto a cuore SAAB e l’onore nazionale si sarebbe subito attivata al primo segnale di crisi gia’ nel 2008 ai tempi del mitico Jan Ake Jonson,ex Ceo SAAB,l’unico e il solo uomo SAAB,invece hanno preferito l’indifferenza che e’ peggio della morte,avrebbero potuto accordarsi a farla ripartire,invece hanno preferito vederla agonizzare,non rendendosi conto,che loro stessi erano complici illustri di questa vergogna…
    E li chiamano stati progrediti, mi auguro un giorno di poter raccontare ai miei figli che tempi sono stati quegli anni,magari a bordo di una SAAB MY 2020…..me lo auguro veramente….
    Saluti a tutti Luca.

  5. GIANFRANCO

    Veramente una brutta cosa per il governo svedese che nulla fa per poter salvare il posto di lavoro di molti suoi cittadini…,un peccato per un marchio di prestigio come SAAB, l’unica cosa positiva e’ sapere che c’e un governo che riesce a fare peggio di quello italiano sul fronte lavoro.

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