Feb 09

Ancora preoccupazioni per gli ex dipendenti di Saab

Una foto di repertorio che mostra alcuni degli ormai ex dipendenti Saab a Trollhättan (Photo Credit: Articles.LaTimes.com)

Continua l’incertezza…

I lavoratori della sede centrale Saab di Trollhättan si ritrovano nuovamente nell’incertezza a causa dei mancati pagamenti relativi ai salari di Gennaio ed ai rispettivi Tfr. Un problema già evidenziato da alcuni ex dipendenti intervistati nelle scorse settimane dalla conosciuta testata Ttela che si è sempre rivelata attenta alla situazione sociale di Trollhättan. Ancora oggi si sono levate nuove critiche nei confronti del Governo Svedese che dopo i primi annunci relativi alla consegna degli ultimi stipendi di Gennaio non ha avanzato gran parte delle somme necessarie a coprire perfino i bisogni primari dei diversi lavoratori Saab. “Ci viene richiesto di non preoccuparci, ma senza gli stipendi è difficile perfino mangiare” afferma un ex dipendente che continua “Nella mia famiglia siamo in attesa da quasi un mese del salario di Gennaio e del Tfr, ma perfino i sindacati non riescono a risponderci”. Sul portale web gestito direttamente dal team di curatori fallimentari della casa di Trollhättan non appaiono aggiornamenti da diverse settimane e gran parte delle richieste codono invane, aumentando conseguentemente la frustazione degli ormai ex dipendenti Saab. La richiesta da parte dei lavoratori è semplice: descrivere al meglio il motivo di tali ritardi, le tempistiche previste ed una particolare attenzione alle situazioni di estrema emergenza sociale che stanno iniziando a crearsi. Richieste più che legittime, appoggiate pienamente dai Sindacati che confermano “Diversi nostri iscritti ci hanno richiesto maggiori delucidazioni e capisco la frustrazione dei lavoratori. Tutti i certificati necessari per richiedere le indennità di disoccupazione sono state presentate e questo potrebbe allungare i tempi di tre o quattro settimane prima del pagamento” afferma Mr.s Anette Hellgren del Sindacato Unionen.

Il problema però inizia a concretizzarsi in Svezia perché come chiarisce la stessa Responsabile Sindacale “Le banche possono avanzare un prestito ai lavoratori, ma sarà pari solo ed esclusivamente all’importo previsto nell’ultima busta paga e tale mancato pagamento potrebbe portare ad un difficile problema nel lungo periodo”. La prossima settimana i Sindacati avranno un nuovo colloquio con gli Amministratori Fallimentari per conoscere maggiori dettagli sulle operazioni in corso e per tentare di dare una risposta alle numerose domande dei lavoratori e Mr. Johan Backlund di Unionen afferma “Le tematiche riguarderanno l’intera massa di dipendenti e non i singoli casi, ma ovviamente rappresenteremo al meglio i dipendenti”.