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Feb 02

SAAB|news

Intervista ad una ex dipendente di Saab Automobile Ab

Una foto che immortala Mr.s Maria Andersson ex dipendente di Saab preoccupata per i versamenti Statali (Photo Credit: Ttela)

Ancora preoccupazioni…

Mr.s Maria Andersson ha iniziato a lavorare presso lo storico stabilimento Saab di Trollhättan nel 1996 e da allora non ha mai lasciato l’azienda fino alla sua recente bancarotta. Dopo i primi ritardi nelle consegne degli stipendi di Novembre e Dicembre aumenta nuovamente la preoccupazione tra gli ex lavoratori del brand scandinavo. Gli stipendi ed il Trattamento di Fine Rapporto dopo il licenziamento di Gennaio dopo le prime dichiarazioni sarà elargito direttamente dallo Stato Svedese, ma fino ad oggi non sono stati versati diversi salari tra cui quello di Mr.s Andersson intervistata dalla stampa locale in questi giorni. “Nessuno conosce la data esatta di consegna degli ultimi stipendi, ma i giorni continuano a passare” afferma con amarezza Mr.s Maria Andersson ormai ex dipendente della casa automobilistica Saab che conferma le sue paure “Non possiamo certo negarlo, è davvero difficile soprattutto per le famiglie con dei figli come la mia”. Gli ex lavoratori di Trollhättan da ormai alcuni mesi sono seguiti direttamente dagli Amministratori Fallimentari che hanno già predisposto una sezione web dedicata proprio a loro, necessaria per attingere notizie ed informazioni sui processi in corso che li riguardano, ma alcuni dettagli sembrano ancora privi di risposta “Il sito web creato è stato importante e ci permette di essere sempre aggiornati anche dopo il fallimento, ma a gran parte delle nostre domande è stato richiesto di attendere” ha affermato Mr.s Andersson che ha continuato “Vogliamo sapere solo le tempistiche certe per tali versamenti, ho richiesto alla banca già quattro o cinque controlli sui versamenti e ogni volta ho l’ansia”. Gran parte degli ex dipendenti infatti non possiede grosse riserve di denaro e molti sono costretti a ricorrere a prestiti per sopperire alle esigenze principali come il pagamento delle normali bollette. “Quando è stato chiarito che ci avrebbe pagato direttamente lo Stato ci siamo sentiti più sicuri, ma ora l’incertezza è tornata e perfino i Sindacati non sono in grado di risponderci“, una situazione difficile momentaneamente risolta dalla ex lavoratrice di Trollhättan grazie allo stipendio del marito impiegato presso Lear, ma le speranze non sono morte come conferma al termine dell’intervista “L’addio con i colleghi è stato davvero triste certo, ma desidero ancora tornare a lavorare per Saab con tutti i miei compagni di lavoro e spero un giorno di poterlo fare”.

1 comment

  1. sandro48

    veramente una grande persona, meritevole – e come lei tanti, tutti – di un futuro immediato risolto con affidabilità dal governo svedese mentre quello a venire da qualche imprenditore lungimirante ! Se potessi vi stringerei la mano, coraggio!
    P.S. il mio stesso pensiero va anche a tutti i lavoratori/ici in difficoltà anche nel nostro paese, beninteso. 

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