Giu 01

National Electric Vehicle Sweden può essere il futuro?

Una foto di repertorio scattata allo stand Saab di un Salone Internazionale dell'Auto (Photo Credit: SAAB|news)

Domande…

E’ Venerdì, per molti dei nostri lettori oggi si pensa già all’imminente weekend, ma le “evoluzioni” nella vicenda Saab ci hanno portato a diverse domande che vogliamo condividere con Voi. Da questa settimana le voci che vedevano un nuovo competitor per l’acquisto di Saab si sono fatte sempre più pressanti e come Vi abbiamo segnalato dietro al neonato consorzio elettrico National Electric Vehicle Sweden non sembrano esserci solo un gruppo di investitori scandinavi, tra cui lo ricordiamo l’ex Ceo di Volvo Trucks, ma anche il costruttore asiatico Zhejiang Youngman. Quali sono però le intenzioni future del consorzio National Electric Vehicle Sweden? Secondo quanto riportato fino ad ora questa società è interessata soltanto alla produzione di vetture completamente elettriche ed ibride, ma seguendo questa mission gran parte della gamma Saab potrebbe sparire e ciò tramuterebbe in modo indelebile non solo il destino, ma la stessa storia della casa di Trollhättan. Se partirà infatti la produzione di una nuova Saab 9-3 ePower gran parte dei prodotti e del know how di Saab si perderà senza ombra di dubbio, innovazioni legate ai propulsori e la stessa tecnologia del Turbo che ha reso iconico nell’intero settore automotive mondiale questo piccolo produttore scandinavo sarebbe cancellato di colpo minacciando così anche la storicità e non solo di questo marchio. Questa soluzione non porterà però solo lati preoccupanti (soprattutto per i fedeli fans del brand), ma inseguirà senza ombra di dubbio una nuova innovazione che volente o dolente condizionerà almeno in parte il settore automotive in futuro: l’Elettrico. La base di partenza di questa “rivoluzione” elettrica a Trollhättan non sarà completamente da ideare partendo da zero, ma come segnalato in precedenza National Electric Vehicle Sweden è interessata al telaio Phoenix ed alle sue innovazioni collegate all’elettrico come la trazione integrale eXwd capace di regalare le stesse qualità di una classica soluzione meccanica priva però di consumi elevati ed emissioni così nocive. Il Dna Saab quindi potrebbe rimanere, così come il suo design minimale e le sue soluzioni legate alla sicurezza da sempre un vero dogma per Saab, il marchio non dovrebbe essere così stravolto come molti credono, ma alcune note dolenti ci fanno preoccupare (speriamo per nulla) come ad esempio le rumors che vedono il consorzio National Electric Vehicle Sweden completamente disinteressato dalle società collegate a Saab come la celebre Saab Parts Ab produttore di ricambi ed accessori originali.

Slegarsi da strutture così importanti e così legate alla storia stessa del marchio potrebbe snaturare il Dna del brand, ma non solo. I diversi produttori di autovetture elettriche oggi presenti nel vecchio continente non “navigano nell’oro” e molte di queste senza alcuni accordi commerciali con grandi aziende non potrebbe nemmeno coprire i costi di sviluppo e produzione di queste vetture full-electric anche se alcune previsioni vedono il settore dell’automotive elettrico sempre più importante nei prossimi anni. Lasciamo come sempre ai nostri lettori ogni commento, ma speriamo che questa vicenda si possa concludere nel modo migliore per Saab e per il futuro di tutto il suo indotto dealer e clientela compresa.